Vini No/Low Alcohol: nuove regole, processi e controlli per le aziende vitivinicole

I vini a contenuto alcolico ridotto o nullo stanno diventando una categoria sempre più rilevante per il mercato vitivinicolo. Per i produttori, questa evoluzione apre nuove opportunità commerciali, ma richiede anche di gestire correttamente processo di dealcolazione, qualità del prodotto, controlli analitici ed etichettatura.
A questo tema è dedicato “Vini No/Low Alcol: il nuovo volto del mercato vitivinicolo”, l’articolo firmato da Bruno Silverio, Technical Manager di Centro Analisi CAIM, e pubblicato nell’ultimo T-Magazine di Tentamus Italia. Un approfondimento sull’evoluzione di questa nuova categoria e sulle verifiche necessarie per garantire conformità e qualità.
Perché i vini No/Low Alcohol stanno crescendo
La riduzione dei consumi tradizionali si accompagna a una maggiore attenzione verso salute, benessere e scelte di consumo consapevoli. I vini No/Low Alcohol rispondono a esigenze diverse: riduzione dell’apporto calorico, guida, terapie farmacologiche, motivazioni religiose o ricerca di nuove alternative per le occasioni conviviali.
Per le aziende vitivinicole non si tratta semplicemente di ampliare la gamma. Questi prodotti richiedono uno sviluppo specifico, capace di preservare identità sensoriale, stabilità e qualità dopo la riduzione dell’etanolo.
Cosa prevede la normativa sui vini dealcolati
Il Regolamento (UE) 2021/2117 ha riconosciuto la produzione e la commercializzazione dei vini parzialmente o totalmente dealcolati nell’Unione Europea.
In Italia, il Decreto ministeriale del 20 dicembre 2024 ha introdotto disposizioni specifiche per produzione, denominazione ed etichettatura.
Il quadro è stato ulteriormente aggiornato dal Regolamento (UE) 2026/471, il cosiddetto “Pacchetto Vino”, entrato in vigore il 18 marzo 2026. La nuova terminologia armonizzata diventerà obbligatoria in tutta l’Unione Europea dal 19 settembre 2027.
| Indicazione | Requisito principale |
| Senza alcol o “zero alcol” | Titolo alcolometrico volumico effettivo non superiore a 0,5% vol. |
| “0,0%” | Titolo alcolometrico volumico effettivo non superiore a 0,05% vol. |
| A tenore alcolico ridotto | Titolo superiore a 0,5% vol. e riduzione di almeno il 30% rispetto al limite minimo della categoria di provenienza |
| Ottenuto mediante dealcolazione | Indicazione prevista per i prodotti sottoposti al processo |
I prodotti già etichettati con le precedenti denominazioni potranno rimanere in commercio fino all’esaurimento delle scorte.
Dealcolare non significa soltanto eliminare l’etanolo
Il processo di dealcolazione può modificare le caratteristiche organolettiche, la stabilità e gli equilibri chimico-fisici del vino. Tra le tecnologie utilizzabili rientrano:
- evaporazione parziale sottovuoto;
- osmosi inversa e pervaporazione;
- distillazione tradizionale.
La scelta della tecnologia e il grado di dealcolazione possono incidere in modo diverso sulla matrice. La riduzione di acqua ed etanolo può inoltre determinare una concentrazione relativa di alcuni composti non volatili, compresi eventuali residui di fitofarmaci e contaminanti inorganici.
Per questo motivo è opportuno confrontare il vino di partenza con il prodotto dealcolato, anziché limitare il controllo alla sola fase finale.
Quali parametri controllare nei vini No/Low Alcohol
Il titolo alcolometrico volumico effettivo è il primo parametro da verificare, perché determina la categoria del prodotto e l’indicazione utilizzabile in etichetta. Le soglie particolarmente basse richiedono metodiche precise e sensibili.
Un piano analitico completo può includere:
- titolo alcolometrico volumico effettivo;
- zuccheri;
- acidità totale e volatile;
- pH;
- anidride solforosa libera e totale;
- estratto secco;
- acidi organici;
- residui di fitofarmaci e metalli pesanti;
- parametri necessari alla dichiarazione nutrizionale;
- caratteristiche organolettiche e stabilità.
Il piano deve essere definito considerando vino di partenza, tecnologia utilizzata, grado di dealcolazione, posizionamento commerciale e mercati di destinazione.
Il supporto del Gruppo Tentamus
Il nostro laboratorio Centro Analisi CAIM supporta le aziende vitivinicole dal vigneto al prodotto finito attraverso caratterizzazioni chimico-fisiche, analisi organolettiche, ricerca di contaminanti e residui, test di stabilità e certificati per l’esportazione.
Il supporto analitico può essere integrato con le competenze di TentaConsult Italia per la valutazione degli aspetti normativi, documentali e di etichettatura.
Analisi enologiche di Centro Analisi CAIM
Food Safety & Compliance di TentaConsult Italia